Il culto dei martiri tra storia e letteratura: un esempio agostiniano

Elisa Menghini


Series: Tesi CSSR
Number: 388

Thesis

Istituzione: FBK - ISR Corso Superiore di Scienze Religiose
(Facoltà Teologica del Triveneto)
Tipologia: Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Religiose
Anno Accademico: 2016 - 2017
Relatore: prof.ssa Chiara Curzel
Collocazione: i-14 020 0388
Consultazione: autorizzata
Pagine: 123

Abstract

Il lavoro ha l’intento di raccogliere il messaggio che viene dalla testimonianza dei martiri, ripercorrendo alcune delle tappe più significative della storia della fede cristiana dei primi secoli.
Chi sono i martiri? Come è nato e si è sviluppato il culto verso di loro? Sono alcune delle domande a cui si è cercato di rispondere. Partendo da un’analisi di tipo storico del primo periodo di diffusione del cristianesimo si è ricostruito, in sintesi, il quadro delle persecuzioni che ha visto l’origine della figura del martire. Le letture di testi di tale periodo ha permesso di conoscere la spiritualità che animava e sosteneva i testimoni di Cristo.

Quando Costantino trasforma il cristianesimo in religione di stato si passa da una situazione di religio illicita ad una situazione di religio licita, con progressivi privilegi per quanti professano la fede cristiana.

Con la conclusione delle persecuzioni, il martirio diventa qualcosa di lontano nel tempo, non si ha più un’esperienza diretta di esso e di conseguenza cambia il valore che esso ha. Non c’è più bisogno di spargere il proprio sangue per dichiararsi cristiani.

Fra le numerose conseguenze che la nuova situazione creò, ci siamo focalizzati sulla situazione letteraria e in particolare sui generi letterari che a partire dal IV secolo entrarono a far parte del panorama cristiano.

Fra questi, i panegirici hanno occupato la nostra attenzione nella parte finale del lavoro. Con lo studio specifico dei sermoni agostiniani si è cercato di vedere come le caratteristiche del martirio diventano rete che struttura i discorsi agostiniani relativi al primo martire Stefano.