Il simbolismo della sete e dell'acqua nel dialogo di Gesù con la Samaritana (Gv 4,4-26)

Maria Ornella Fosco


Collana: Tesi CSSR
Numero: 325

Tesi

Istituzione: FBK - ISR Corso Superiore di Scienze Religiose
(Facoltà Teologica del Triveneto)
Tipologia: Tesi di Laurea in Scienze Religiose
Anno Accademico: 2013 - 2014
Relatore: prof. Lorenzo Zani
Collocazione: i-14 020 0325
Consultazione: autorizzata
Pagine: 71

Abstract

Ogni pagina biblica, quale luogo di incontro autentico con la Parola, va accostata attraverso una lettura corretta che accolga il necessario rigore interpretativo, offerto da linee esegetiche diverse, anche variamente modulate nei temi e nei termini linguistici, e che divenga, al tempo stesso, proposta di riflessione personale da tradurre in concreta esperienza di fede. Il presente lavoro si propone appunto di mostrare come il lettore avveduto non possa prescindere né dalle tracce di chi l’ha preceduto nel cammino, né dal compiere personalmente il viaggio, sostando tra le parole meditandole e facendole risuonare nell’animo perché acquistino vita. Un itinerario di fede che rivela corrispondenze e vicinanza di sensibilità attuali trova una efficace rappresentazione nell’episodio ambientato presso il pozzo di Sicar, narrato al quarto capitolo del Vangelo secondo Giovanni. Della lunga pericope viene considerata la prima sezione, centrata sul tema dell’acqua, la cui ricchezza simbolica diviene contrassegno di un incontro giocato esclusivamente sul piano dialogico che si conclude con l’abbandono della brocca: atto ed oggetto emblematici del passaggio ad una vita nuova nel segno di una fede testimoniale missionaria.

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