Dalla biologia cellulare alle scienze dello spirito

Aspetti del dibattito sull’individualità nell’Ottocento tedesco

Andrea Orsucci


Collana: Monografie
Numero: 16
Editore: il Mulino
Città: Bologna
Anno: 1992
Pagine: 308

Cartaceo

ISBN:978-88-15-03438-2

Libro

In una pagina del 1895 Wilhelm Dilthey ricorda come le ricerche embriologiche di K.E. von Baer, la teoria cellulare di Schleiden e di Schwann, e infine gli studi di Haeckel e di Weismann sull’eredità e sull’evoluzione, abbiano trasformato profondamente il concetto di individualità, costringendo la stessa indagine filosofica a fare i conti con dati di fatto e prospettive del tutto nuovi. È necessario allora domandarsi, prosegue Dilthey, «come ebbero luogo queste trasposizioni dal territorio delle scienze della natura a quello delle scienze dello spirito, in quali princìpi vennero date solide fondamenta, quali concetti si mostrarono fruttuosi in questa trasposizione - e infine, in che misura questa trasposizione venne accompagnata da esiti negativi».
In effetti, le dottrine cellulari e le nuove scoperte in materia di embriologia esercitano una notevole influenza, a partire dagli anni ‘40, nel campo della filosofia morale: Trendelenburg e Dilthey, F.A. Lange e Nietzsche, Simmel e Scheler, studiano e postillano assai spesso, e sempre col più vivo interesse, i testi dei biologi.
D’altro canto, sono gli stessi uomini di scienza, impegnati a studiare la struttura della cellula e le prime fasi dello sviluppo embrionale, che in tutto quanto l’Ottocento tedesco discutono con passione anche dei «valori» e delle questioni filosofiche che scaturiscono dalle loro stesse indagini; essi stessi riconoscono apertamente le ipoteche metafisiche che gravano sugli sviluppi delle loro discipline.

Indice

Nota preliminare: Un giudizio di Dilthey (1895)
Introduzione: La biologia cellulare ottocentesca: nuove scoperte, mitologie scientifiche e dogmi filosofici
1. Von Baer, Johannes Müller e Trendelenburg: l’aristotelismo e le ricerche embriologiche degli anni ’20 e ’30
2. Tra Virchow e Haeckel: a proposito degli equivoci del concetto di individualità
3. E. Pfluger e la divisibilità del sensorio: corrispondenze tra neurofisiologia e teoria cellulare negli anni ’50 e ’60
4. Primi presagi di nuovi orientamenti: il problema della forma nella biologia degli anni ’70
5. La biologia cellulare degli anni ’80, il primato della morfologia e la filosofia nietzscheana
6. La stirpe degli «uomini-minuto»: Nietzsche, von Baer e la durata del tempo
7. Equilibri dinamici, forme di restituzione: la filosofia morale di Scheler e il vitalismo biologico tra Driesch e von Uexküll
Conclusioni
Bibliografia
Indice dei nomi

Autori

Andrea Orsucci (Lucca 1953), ricercatore in filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha compiuto ricerche sulla filosofia tedesca tra ’700 e ’800, pubblicando (assieme a Renzo Ragghianti) «Chierici militanti» (Milano 1985), e collaborando con saggi e note a «Studi settecenteschi», «Giornale critico della filosofia italiana», «Archivio di storia della cultura». Fra le sue pubblicazioni: «Tra Helmholtz e Dilthey: filosofia e metodo combinatorio» (Napoli 1992).

Parole chiave

  • Saggi
  • Sec.16.
  • Individualita
  • Concezione filosofica

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